Vangelo del giorno – 4 settembre

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,31-37

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Meditazione

La figura di Gesù si staglia nell’imponenza del suo magistero, immediatamente riconosciuto dagli ascoltatori di Cafàrnao. Da buon israelita partecipa ai riti del Sabato ebraico, ma fin da subito manifesta una novità. Non solo commenta la parola che gli viene consegnata, ma la tratta con piglio autorevole, come risulterà anche da tutte le pagine del Vangelo. Infatti, è Gesù stesso la sorgente di questa parola; egli ne è l’interprete autorevole e l’esecutore perfetto. Questa volta non sappiamo quale brano dell’Antico Testamento Gesù ha letto. Ne riscontriamo invece gli effetti. Gesù viene riconosciuto come mandato da Dio e come appartenente alla sfera della santità divina. Chi lo riconosce? È Satana stesso, per bocca di un indemoniato. Sorprende che il primo riconoscimento dell’identità di Gesù avvenga ad opera del suo massimo oppositore, il quale deve essere rimasto particolarmente sorpreso e scosso; infatti, fugge via dalla persona che finora ha oppresso, senza danneggiarla ulteriormente, come un animale che non voglia subire altre percosse. Gesù manifesta non solo l’autorevolezza di chi spiega bene le cose e possiede le parole per comunicarne il senso. Egli esprime anche un’autorità di potenza, che opera quel che dice. Da sempre, fin dalla prima parola pronunciata agli inizi della creazione, quando Dio parla, compie quel che dice. Tutta la vita di Gesù si esprime nell’autorità di potenza attraverso la parola, i miracoli, l’opera di conversione e di misericordia. È una novità sorprendente. Inizia una presenza nuova nel mondo, che si impone e arriva ben oltre i confini di quella regione. Arriva fino a noi, oggi, la persona stessa di Cristo, la sua stessa parola, la sua stessa potenza liberatrice che opera per noi che crediamo.