Vangelo del giorno – 25 agosto 2018

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,1-12

 

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Meditazione

Sant’Antonio di Padova (ca 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa
Discorsi
“Dicono e non fanno”

Chi è pieno di Spirito santo parla diverse lingue (At 2,4). Queste diverse lingue sono le varie testimonianze rese a Cristo, come l’umiltà, la povertà, la pazienza e l’obbedienza. Le parliamo quando, praticandole noi pure, le mostriamo agli altri. La parola è viva quando le azioni parlano. Vi prego, tacciano le parole e parlino i fatti. Siamo pieni di parole ma vuoti di fatti; a causa di ciò il Signore ci maledice lui che ha maledetto il fico dove non ha trovato frutti ma solo foglie (Mc 11,13ss). “La legge – dice San Gregorio – è stata presentata al predicatore perché la pratichi e la predichi”. Perde tempo a diffondere la conoscenza della legge chi distrugge il suo insegnamento coi fatti.
Gli apostoli invece parlavano secondo il dono dello Spirito. Beato colui che parla secondo il dono dello Spirito e non secondo il proprio sentimento… Parliamo dunque secondo quanto lo Spirito Santo ci darà di dire. Chiediamogli umilmente e piamente di inondarci della sua grazia.