Vangelo del giorno – 10 agosto

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,24-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Meditazione

“Cadere” e“morire” sono due verbi che, letti nella logica del mondo, declinano il fallimento dell’uomo. Nella nostra società non è permesso cadere, non si può sbagliare altrimenti sei finito; e, a maggior ragione, non puoi e non devi morire, sia a livello di pensiero, sia a livello di sopravvivenza nei vari ambienti e a livello biologico. Nella logica del Vangelo, questi due verbi sono fondamentali. Il cristiano è tale solo se disposto a cadere in terra, rinunciando a se stesso in funzione del bene degli altri; cristiano è chi è capace di morire a se stesso per portare la vita perché, se non cade e non muore, non si realizza in pienezza e resta solo; al contrario di quello che il mondo presenta. “Cadere e morire” sono i due verbi di una vita vissuta secondo il Vangelo; perché si cade per amore e si muore per generare amore. “Cadere e morire”, anche se immediatamente non rimandano al martirio ultimo e definitivo, ci rimandano al “cadere e morire” rispetto ai propri orgogli, alle proprie certezze per una donazione più grande, che sia capace di generare vita. La caduta e la morte non determinano la fine nella logica del Vangelo, ma declinano la parabola dell’amore. Infatti, cadere vuol dire “fare la strada” e “farsi strada per altri”; morire vuol dire donarsi per la vita degli altri e dell’Altro. Recuperiamo, allora, nella logica del Vangelo, questi due atteggiamenti che, talvolta, preferiamo sostituire al “salviamoci e cerchiamo di restare in piedi”. È importante recuperare la logica di una vita donata, offerta e sacrificata per amore, se non vogliamo che la nostra fede sia uno sterile atto di volontariato.